Home / A  / La Cheesecake con i Bounty Patrimonio dell’Umanità

La Cheesecake con i Bounty Patrimonio dell’Umanità

Per una teglia di 24 centimetri

Per la base: 20 grammi di cocco disidratato, 350 grammi di biscotti secchi, 150 grammi di burro

Per il ripieno: 400 grammi di latte condensato, 250 grammi di mascarpone, 200 ml di panna, 200 grammi di formaggio fresco spalmabile, 3 uova grandi, 4 mini Bounty (120 grammi circa)

Per le decorazioni: 3 mini Bounty (90 grammi circa)

Riduci in polvere i biscotti, sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso. Poi il cocco disidratato. Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte ad accogliere ancor meglio il delizioso ripieno. Non è un passaggio obbligato).

Lavora il formaggio con il mascarpone, il latte condensato e la panna. Aggiungi le uova una alla volta fino a ottenere un composto liscio. Unisci i Bounty tagliati a pezzetti piccoli e gira per bene in modo che il composto risulti omogeneo su tutta la superficie della torta. Versa il ripieno sulla base e inforna a 170 già caldo per 10 minuti. Tira fuori la cheesecake e aggiungi gli altri tre mini Bounty, magari questa volta seguendo un disegno visivo coreografico. Poggiali su quella leggera pellicola che si è formata in superficie. Inforna adesso nuovamente per 45 minuti finché la cheesecake non si sia completamente solidificata. Quando la sforni non preoccuparti se all’apparenza risulta essere ancora molto molle. Deve necessariamente solidificare. Devi farla raffreddare completamente senza muoverla troppo e poi metterla in frigo almeno quattro ore prima di toglierla dalla teglia a cerniera. Se riposa tutta la notte meglio ancora.

Ieri l’Halloween Party tra pochi intimi-trentina di meraviglie, famiglia e amici strettissimi, è andato molto meglio delle più incredibili aspettative. La notte prima, dopo essere stata massacrata in ufficio e non essermi persa d’animo andando avanti fino alle tre del mattino, avevo organizzato due-tre giochietti simil Pictionary ma in chiave horror e un piccolo Horror Quiz di trenta domande; quest’ultimo ha appassionato pure la nonna, addetta a suonare il pulsante (la stessa che credeva che Hitchcock fosse un’altra torta preparata da me). Altro che quiz televisivi! Con due euro e novantanove centesimi al Lidl mi sono infatti aggiudicata dei campanelli terrificanti perfetti per tal scopo. Non sono mancate le sane polemiche, gli applausi e le vittorie contestate. Cugini contro la nonna. Zie contro i nipoti. Amici contro amici e contro zii e contro me. E soprattutto contro il Notaio Nippotorinese che incurante di tutto quello che succedeva fagocitava patatine di zucca calde calde appena sfornate in ufficio, luogo che si è rivelato essere perfetto anche per ambientazioni sinistre. Per quanto riguarda me, mi sono riscoperta perfetta presentatrice e posso pure fare qualche sagra di verdure alle pendici dell’Etna. Batte dentro me un cuore da Showgirl.

Nonna indossava il cappello da strega continuando a dire che Alluulinn è divertente. Quaranta portate non erano così poche come tutti sostenevano (perché ho sempre ragione?) e io come da pronostico non sono riuscita a mettermi le ciglia finte (sulla palpebra superiore però ci riesco benissimo). Mi sono buttata un po’ di sangue finto in faccia e via. Ero vestita da me, che tanto nessun’altra inquietante figura mi avrebbe potuto superare. Ho scattato, ahimè, pochissime immagini ricordo. Faccio parte della fazione che se sei nel ruolo di Padrona di casa devi assolutamente occuparti degli invitati in toto. Devi servire, girare, versare bibite, ritirare i piatti e non fermarti nemmeno un minuto. Per questo motivo sarebbe stato molto più intelligente mettere delle ciabatte (cosa che ho fatto all’una di notte e ciao tanti saluti) invece che tacco dodici e calze color carne (orrende lo so, ma con le unghie lunghe che mi ritrovavo ne ho bucato sole quattro ed erano finite. Quelle con i cuoricini non era il caso. Quelle fosforescenti della Lidl misura L erano sicuramente una XS o io ci ho dato troppo sotto con le mandorle tostate e ho preso trenta chili senza accorgermene.Forse solo quindici, dai).

Tutto questo noioso preambolo da appunto di diario di una dodicenne per dire cosa? Che tra le quasi quaranta portate (ho scritto quasi solo per innescare un dubbio e farvi credere che non sono poi così incommensurabilmente pazza) tra i dolci figurava questa cheesecake. Le foto qui pubblicate appartengono a una delle prime prove che ho fatto. Ieri la torta in questione aveva sicuramente un aspetto più orrendo. Tripudio e Giubilo per questa preparazione. L’ennesima declinazione della Cheesecake con i Lion che ho proposto giusto qualche giorno fa nella versione cioccolatosa.

Piccolo inciso: la Bestia Bionda nazionale nel frattempo mi chiamava disperata perché la mia Cheesecake alla zucca non solidificava. Voleva fare ricadere la colpa su di me, povera tapina. La realtà è che da bionda naturale qual è non aveva scolato la zucca. Tzè.

L’idea di imbottirla di Bounty era venuta a Ombretta. Ci trovavamo al Lidl per fare una ricerca Inci (stiamo vedendo troppo youtube lo ammetto) in quanto eravamo venute a sapere che la marca Cien era reputata lodevole da un punto di vista ecobio (?chevordì?). Siamo entrate per un sapone liquido per le mani e siamo uscite con tre carrelli facendoci prendere giusto un attimino la mano. E il piede. E tutti gli organi interni.

L’idea del Bounty è vincente tanto quanto il Lion e anche se non mangio prodotti di tal tipo voglio confessare e urlare pubblicamente che il Bounty non lo batte nessuno e che semmai dovessi cambiare religione alimentare mi fionderei a capofitto sul pacco da tremila chili. Sento già la bocca impastata di cocco. Quanti ricordi! Ne mangiavo una quantità talmente vergognosa da non poter dire poi neanche ciao senza sembrare un arbre magique al cocco. A ben pensarci fumavo pure. Arbre magique cocco-nicotina. Corro a scrivere all’azienda. Si può ancora commercializzare. E’ un connubio perfetto e per nulla nauseabondo, no?

Altre Cheesecake?

Appunti su una Cheesecake Perfetta

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

Review overview
7 COMMENTS

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi