Piovono Polpette Svedesi e grandine di mirtilli!

Must Try

Mochi al matcha e cioccolato

Questi mochi al matcha sono di una bontà incredibile e sarà difficile, una volta provati, farne a meno. Un dolcetto unico, facile da realizzare (vegan) e sano che ti farà fare sempre un gran figurone quando lo servi. 

(Japanese) Tulip Sandwich

Di rara bellezza spicca il Tulip Sandwich, che regala uno splendido tulipano all'apertura. Questo modo tagliare il sandwich è tipico giapponese anche nella versione salata.

Dalgona Coffee, la food obsession 2020

La food obsession del 2020? Il Dalgona coffee, il caffè coreano o cappuccino capovolto.

Poke sì, ma si dice Pok-hay!

Scopriamo insieme cosa si nasconde dietro questa nuova food obsession in ciotola, ricca di bontà.
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Outing di inizio settimana: No. Non riesco mai a trattenermi e quando uso i guanti di silicone devo necessariamente intingere le mani dentro la salsa o semplicemente nel colorante alimentare rosso; Girovago per casa con occhi strabuzzanti emettendo risate diaboliche e fingendomi psicopatica. Riformulo: sono me stessa senza maschere e filtri razionali (?). Confesso che non mi riesce neanche tanto difficile ma non è questo il punto. Dubito che qualcuno dotato di buon senso non faccia lo stesso quando indossa i guanti di silicone.

Reduci da un week end casalingo abbiamo da poco compiuto l’epica impresa: “vedere Harper’s Island in un giorno”. In realtà abbiamo dato forfait alla decima puntata e visto le ultime due la domenica mattina. Merito di un prezioso consiglio ci siamo divertiti ad investigare per ore ed ore. Io, senza falsa modestia, ho puntato tutto su un personaggio già dalla seconda puntata mentre l’infallibile intuito investigativo dell’intellettuale ha toppato e di brutto pure, aggiungerei. Nulla c’entra con la domanda del post precedente, dove vi chiedo dettagli circa la vostra vena da segugio, ma qui in casa è tutto un fermento investigativo ed io non vedo l’ora di potermi sbilanciare di più.

Devo solo trovare il coraggio. Ma se l’ho trovato per preparare la ricetta odierna nutro pochi dubbi sulla riuscita.

(ok nulla c’entra il coraggio perchè non conosco vergogna. Tempo. Solo quello. Pocopocopocopoco tempo per far tutto).

La prima volta che ho visto i mirtilli accompagnare  a braccetto della carne è stata per il matrimonio di Carla e Andrea proprio lo scorso anno. E’ incredibile come siano passati ormai quasi 365 giorni da quando io e il Nippotorinese scorrazzavamo felici in quel bizzarro abitacolo affittato all’aeroporto; nella fattispecie il Qubo. Avendo quel trash intrinseco che mi piace da impazzire avrei voluto completare l’opera possedendolo in color verde bottiglia ma non è stato possibile e ci è stato concesso solo un sobrio grigio metalizzato. L’apertura dello sportello anteriore poteva essere non troppo dissimile da quella di una Lamborghini se si possiede un leggero tasso di allucinazione visiva. Non conoscevo Carla e Andrea, amici di vecchissima data del Nippotorinese, che convolavano a nozze dopo qualcosa come dieci anni di fidanzamento. Carla, amica dai tempi delle medie, ha avuto di che raccontarmi circa le avventure sentimentali dello schivo essere che condivide l’esistenza con me. E’ stato a dir poco esilarante scovare scheletri nell’armadio e bizzarre e grottesche situazioni. In un incantevole castello, degno dei sogni più romantici, si è consumato dapprima un aperitivo con il fritto misto piemontese ed altre leccornie mentre nei giardini adiacenti una favolosa cena con piatti eclettici e particolari. Uno di questi era proprio della carne in salsa di mirtilli.

 

Quando mi si presentano davanti questi strambi abbinamenti mi vien quasi voglia di mangiare la carne. Riformulo: non la mangerei neanche sotto tortura ma la curiosità stuzzica davvero. E’ però un’esperienza visiva e di racconto. Mi piace sentir parlare e raccontare il cibo da chi amo. E’ come essere cieca e farsi spiegare cosa sia il giallo. Certo è meglio vederlo il giallo che farselo raccontare, ma non per me. E non necessariamente perchè detesto il giallo, intesi.

Le fantomatiche polpette svedesi erano in cima alla To Do List della roba da realizzare. Su internet si scovano tantissime ricette circa le famigerate polpette svedesi dell’Ikea. Nonostante l’Ikea abbia aperto da poco qui e mi sia (mal) dilettata velocemente nel riempimento del carrello con roba biscottosa speziata giusto per curiosità, non ho intravisto questa leggenda in formato rotondo. Non so se già i miei concittadini avessero apprezzato tanto da spazzolare vassoi o semplicemente no. Ancora l’era delle polpette svedesi qui non è cominciata. Conoscendo i “miei polli” dubito che una polpetta abbinata con del mirtillo possa ingolosire ma essendo stata rassicurata sul fatto che di polpetta priva di salsa si tratti, posso pure scommettere che a furor di popolo la sua fama non sarà certamente smentita.

Sta di fatto che leggendo la ricetta di questa star Polpetta sono rimasta anche un po’ basita. E’ una polpetta. Niente di nuovo, certo. Perché se devo fare le polpette è chiaro che la ricetta prevederà gli ingredienti da polpetta ma. E’ sorprendente come sia davvero una semplice polpetta. Il dubbio che mi attanaglia ordunque è: ma se non c’è la salsa di mirtilli a dare del brio e unicità a queste polpette, che hanno le polpette svedesi da invidiare a quelle italiane? E non vi è certo del sarcasmo.

Certo è che quando l’italiano sente “svedese” si catapulta mentalmente a Forte dei Marmi negli anni 80, sognando meravigliosi angeli biondi alti e con occhi azzurri. Aggiungerei che anche a me la parola “svedese” in un qualunquismo sfrenato quest’oggi mi fa proprio venire in mente questo. La polpetta italiana te la immagini così. Bassa, tonda, formosa e la polpetta svedese alta, bionda, eterea e stupendamente bellissima. Non vi è altra spiegazione. Il fascino svedese viene esercitato anche dalla polpetta.

Chiaramente non so quel dico ma so che queste polpette non vanno sottovalutate. L’idea di propinarle ai vostri amici (i più tradizionalisti inorridiranno ma non certo quando le assaggeranno) come idea sfiziosa e al tempo stesso veloce dal gusto etnico e blablabla non è niente male. La ricetta che ho scelto alla fine è stata quella di Jamie Oliver; rinunciando alle miriadi di variazioni in giro per libri e rete. Oliver accompagna il tutto su un letto di purè e trovo questo consiglio esteticamente a dir poco prezioso. La polpetta sbattuta nel piatto è in effetti roba da sgomento e raccapriccio. Il colore della salsa ai mirtilli di quel glicine deciso con carattere a me è piaciuto tanto. Ma davvero tantotantotanto. Fosse per me direi pure tantotantotantontanto quattro volte ma non lo farò.

E che una valanga di Polpette ci travolga! (questo pomeriggio-sera-notte mi sommergeranno milioni e milioni di disegni e fogli. Quasi quasi preferirei le polpette ai mirtilli che è davvero tutto dire)

 

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27 COMMENTS

  1. No aspetta, perché sono emozionata. Non credo ancora di avercela fatta. Lo volevo fare da quando ti ho conosciuta. E sapessi quante delusioni che mi son presa… O_o
    Oggi la giornata mi sorride. Ed io sorrido a te. 🙂
    Le foto sono strepitose, ma quando non lo sono? Posso aggiungere che piove amore per te? L’ho aggiunto.
    Un abbraccio strettissimo.

  2. non fanno le polpette all’ikea di catania????? ma santapolpetta……com’è possibile??? ma io vado all’ikea solo per mangiarmi quel sano piatto svedese, con polpette, marmellata e patata lessa…..che al solo pensiero (ho scritto solo ed è uscito oslo) mi vien l’acquolina in bocca ed adesso che so di non trovarle penso che non ci verrò mai e poi mai!!!

    p.s. sono tornato….nauseabondo…dopo 48 ore di barca….oggi ho il mal di terra!Appena arrivo a casa, però voglio rivedere tutte le 489387534 foto fatte in due giorni…..e spero di trovarne almeno una decente ^__^

    bacio scema!!!! buona polpetta!

    UPDATE dell’ultima ora…..ma lo sai che ho ritirato anch’io la tazza 24-105??? a dirla tutta ho ritirato anche il 24-105 hehehehehehheh, così ne ho due ihihiihihihihhih

  3. Sono stata in Svezia per uno scambio culturale. Ho mangiato biscotti con il pepe e hanno tentato di farmi bere latte durante i pasti.
    Non ho visto una svedese che fosse una corrispondere alla descrizione della svedese-tipo. Quindi sfatiamo subito questo mito. Ora.
    Per il resto non ho mai mangiato polpette di ikea (e mai le mangerò :p ) ma adoro questi accostamenti bizzarri…quindi facendo polpette rigorosamente italianechesonougualiaquellediikea si può pure provare *____*

  4. Con tutto il bene che ti voglio, mi perdonerai se prendo le distanze da questi accostamenti così arditi…
    Per me le polpette sono sacre, e vanno rigorosamente fatte al sugo rosso, non violetto… l’unica variazione consentita rispetto alla tradizione è la dimensione. La polpetta classica è tonda e grande, si può tollerare la polpettina, ma il mio conservatorismo alimentare non mi consente di andare oltre…
    Molto carina invece l’idea del letto di purea, è assolutamente geniale, anche se polpette-dentro-il-piatto essendo fatte con il sugo non dovrebbero stonare più di tanto 😉
    Questo post l’avevo iniziato a scrivere ieri ma lo termino solo oggi perché sono sfasato e pure perché ciònacertaetà… 😉

  5. Se cercavi le polpette mentre riempivi il carrello di biscotti speziati, ecco perché non le hai trovat all’ikea ^_^ Le trovi (almeno qui è così, ma se non c’è differenza nei mobili, figurarsi nella disposizione polpettacea ù_ù) nell’angolo “ristorante”… Insomma, quella sorta di labirinto di frigoriferi e vassoi che ti conduce davanti ad un simpatico inserviente-dispensatore-di-polpette-svedesi (il quale, generalmente, se gli chiedi la porzione grande da 20 polpettine, ti guarda un po’ male, però vabbè).
    Comunque sia, spezzo una lancia a tuo favore: la “salsa di mirtilli” dell’ikea è molto più marmellatosa della tua (altro che glicine!)… E personalmente mi ispira pochino… Vedremo se questa avrà più successo ù_ù

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