“New York cut steak, 12 peas, bottle of milk “

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Parecchi anni fa ho cominciato questa Rubrichetta che poi nel tempo si è rivelata molto importante per me. A cena con Oscar racchiude ticchettii...

La cucina della Signora Toku

Le ricette della Signora Toku è tratto dal romanzo di Durian Sukegawa ed è un film di Naomi Kawase che ha aperto il Festival di Cannes nel 2015. Centonove minuti di poesia che puoi trovare anche su Sky on Demand in questi giorni. I protagonisti del film sono tre: Kirin Kiki nei panni di Toku, Masatoshi Nagase come Sentaro e Kyara Uchida che interpreta Wakana.

La magia di Lynch e la Cherry Pie con un caffè nero e bollente

Guardalo con gli occhi disinteressati, con la mente sgombra, con nessun pregiudizio, con nessun paragone, con nessuna idea precisa e avrai come risultato un viaggio impagabile e profondo che nessuno, se non Lynch, poteva genialmente raccontare meglio di così.
Iaia
Grazia Giulia Guardo, ma iaia è più semplice, è nata il 12 12 alle 12. Il suo nome e cognome è formato da 12 lettere ed è la dodicesima nipote. Per quanto incredibile possa sembrare è proprio così. Sicula -di Catania- vive guardando l’Etna fumante e le onde del mare. Per passione disegna, scrive, fotografa, cucina e crea mondi sorseggiando il tè. Per lavoro invece fa l’imprenditrice. Digitale? No. Vende luce, costruisce e distrugge. Ha scritto un libro per Mondadori, articoli per riviste e testate e delira pure su Runlovers, la comunità di Running più famosa d’Italia; perché quando riesce nel tempo libero ama fare pure 12 chilometri. Ha una sua rivista di Cucina, Mag-azine, che è diventato un free press online. È mamma di Koi e Kiki, un labrador color sole e uno color buio, mangia veg da vent’anni, appassionata di cinema orientale e horror trascorre la sua giornata rincorrendo il tempo e moltiplicandolo.

Non avevo mai ritardato così tanto per la proclamazione di un vincitore in qualsivoglia givaueiconcorsononlosonemmenoio ma non dipende da me. Il Giudice Nippotorinese fa il prezioso e rimanda continuamente le riunioni che io e Giudice Supremo Mamma continuiamo ad organizzare per il contest ” Disegnami e vinci una macchian fotografica” ( clicca qui per saperne di più) . Ha ricevuto un ultimatum però e questo sabato non potrà tirarsi indietro. Tra l’altro trattandosi di centinaia ( non per dire ma centinaia davvero) di immagini io dovrei giustappunto organizzarmi in qualche modo per mostrarvene anche solo una (prima) parte; ovvero quella entrata “in finale”, sintetizziamo così. Per fare questo naturalmente ho bisogno di una scrematura, che non posso  decidere io essendo totalmente estranea alla vicenda e super partes.

Insomma siamo nelle mani (pessime) del Nippotorinese. Mi vergogno ( per lui) quindi a rimandare ancora una volta il tutto a:  Giovedì prossimo 1 Marzo. Qualora dovesse procrastinare ulteriormente l’unico giudice sarà Mamma etantisalutiaquelpelatoantipatico. Amen.

Comunicazione di Servizio prima del delirio odierno e appunti in cucina estemporanei per la rubrica ” A cena con Oscar”: Nella sezione Fast Gikitchen è stata inserita la deliziosa ricettina del Cocktail di Gamberi e mela con nota senapata. Qualora la volessi provare e leggere ( occorrono 12 secondi) basta cliccare qui >>>

Tra l’altro *disse fischiettando*riguardo la rubrica Fast Gikitchen c’è una novità. Se riesco a respirare dodici minuti  forsecheforse riesco a parlarne oggi stesso ( a questo punto si deve fingere entusiasmo. Esattamente sì)

Le prospettive. Affascinante no?

Oltre a essere quell’insieme di proposizioni e procedimenti di carattere geometrico-matematico che consentono di costruire l’immagine di una figura dello spazio su un piano, è in principal modo nella vita di tutti i giorni un modo di percepire e concepire. Una prospettiva oggettiva di quello che si è e si diventa o semplicemente non è. La prospettiva come l’essere parmenideo, in soldoni.

Se Howard Hughes fa cose strambe e prive di senso per un soggetto che indicativamente chiameremo X, queste sono invece di routine e razionali per un secondo soggetto che chiameremo Y. Non è difficile trovare nessi e annessi nelle follie come altrettanto lo è credere che in fondo nessuno può determinare se lo siano davvero o meno. Molto semplicisticamente se per il Nippotorinese mettere dodici piselli in fila su un piatto assume un valore ridicolo, per me al contrario è vitale. Per chi vive di manie e non se ne vergogna, pur essendo una minoranza, non è poi così assurdo vedere e comprendere quanto sia difficile sopportare una ditata su un bicchiere o aprire la maniglia di un bagno pubblico senza l’ausilio di un fazzolettino.

Quando avevo paura di essere me stessa nascondevo le mie manie, fobie e paure. Le conosceva soltanto chi aveva la poca fortuna di vivere una quotidinità con me. Abilmente celate in pubblico hanno sortito effetti devastanti e sono riuscite a mettermi in imbarazzi pronti a fagocitarmi negli abissi. Avere paura del verde ad esempio, pur ironizzando e sottovalutando la bizzaria mi ha creato il gravoso problema di dover convivere con un divano verde nella mia stanza per anni. Mamma credeva che scherzassi quando la supplicavo di non comprare lenzuola a fantasie geometriche perchè mi turbavano visivamente soprattutto perchè possedevano sempre tantissimo verde.

Per molti anni c’è stata una guerra fredda tra di noi a causa di geometrie insulse delle federe dei cuscini e per quello stramaledettissimo divano verde.

Adesso giunta ai trent’anni, matura e libera di condividere anche con il fruttivendolo le mie paure, sono finalmente una donna.

Salva. Seppur per metà devo solo fronteggiare me stessa e le mie fobie in questa landa di paure. Che siano create o meno da me, ha poca importanza. Il punto principale è: non dover sopportare anche il supplizio di nasconderle ergo di nascondere me stessa.

Anche io più volte mi sono ritrovata impossibilitata ad aprire la maniglia del bagno pubblico. Sino a pochi anni fa neanche ci entravo. Poi una scommessa con me stessa ha fatto sì che il coraggio arrivasse e con tutto quel poco che avevo in corpo sono riuscita a lavarmi le mani. dentro. un. bagno. pubblico.

Paura sconfitta. Iaia vincitrice. Uno a zero per me.Toccare la maniglia a mani nude è uno step che non mi sono ancora prefissa e forse non mi importa neanche. Quando Scorsese inquadra quindi la maniglia e l’immagine disturbata della mente di Howard che con dolore non sa come fronteggiare quella chiusura, l’abbraccio del Nippotorinese è stato balsamo per le ferite. Mi ha abbracciato stretta ed io mi sono sentita meno sola. Meno sola con Howard. Che avrei voluto aiutare. Ci sono tantissimi dodici in questa visione di Scorsese. The Aviator ottiene diversi Oscar tra cui quella di miglior attrice non protagonista, migliore fotografia, migliore scenografia, miglior montaggio e migliori costumi. Ma anche candidature come miglior attore protagonista a un eccentrico quanto eccelso Di Caprio, miglior sonoro e molte molte altre nomination tante quante Golden Globe.E’ un film da vedere The Aviator. Non è il genere che prediligo ma mi ha lasciato  un affetto particolare. Un legame di paure con Howard.

Grande genio folle che amava vedere dodici piselli vicino alla sua New York Cut Steak da accoppiare magistralmente a una bottiglia di latte sigillata per la sua paura nei confronti degli alcolici. E la voglia di volare e far volare.

Ci sono molte similitudini e corrispondenze tra me e questa visione ed è per questo che sono legata a questo film che in termini di morale insegna sempre la vecchia storiella che bisogna crederci e non arrendersi.Un rapporto morboso quello tra me e Howard che custodisco giusto per cullarmi e non sentirmi sola. Per il resto pur trovando la fotografia interessante quanto i costumi, non ci fossero la sua presenza e anima poco mi importerebbe di saperne di più.

Per questo motivo oggi per la rubrica A Cena con Oscar c’è una semplicissima bistecca di bovino cotta alla griglia, niente di eclatante. Accompagnata infine da dodici piselli perfettamente allineati.Il sadico Nippotorinese ha testato la mia reazione rompendo gli equilibri e gettando nel caos l’allineamento proprio come avviene nel film. Non gli ho tirato un ceffone solo perchè ormai sono una donna adulta. E raziocinante. A raziocinante le risate registrate dalla regia possono partire, sì.

 

Ricapitoliamo tutte le ricette della sezione Cibo e Cinema e Cibo e Cartoon? Eccole !

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78 COMMENTS

  1. Giuliaaa!!!!Non ho visto the aviator, cacchius…quindi non ho capito un gran chè -.- o è la febbre che ho oggi e il naso chiuso a rendermi così stupida?!… ma io non ci trovo niente di strano ad avere delle fobie…a chi piace il verde…andiamo…non è un bel colore…ne sui vestiti ne sui divani e tantomeno su delle lenzuola 🙂 l’eccezione che conferma la regola è che gli occhi verdi hanno un loro perchè…ma nemmeno lì, tutte le sfumature sono belle…quindi piena solidarietà :)ti abbraccio…vi abbraccio tutti…e me ne torno a letto :*

    • Angela, stellina, pure tu?! Creca di non trascurarti, riposati, stai al caldo e vedrai che passa in fretta… Frugolino sta meglio, grazie! E mi ha detto che ti abbraccia forte così la bua passa prima! Ti abbraccio anch’io! 🙂

      • Ciao ” beddissima e ducissima”…come un savarin alla panna!…frugolo leggo sta meglio….e tu? Baci990554445312345677,567777…a presto!

        • io sono un po’ provata dalle ultime due notti insonni, ma oggi c’è il sole, Frugolo sta meglio… e io faccio biscotti!!! Te ne mando un vagone, dolcissima! Baci

  2. corriamo corriamo..su su…sono le 12 e 30 quasi e io ancora sto in aaaaaalto mare! evvabbè! io forse non potrei mangiare quella bistecca, che ovviamente mi ruberebbe il pazzo che invece ama la carne al sangue!! a aprte il fatto che io adoro la carne “nto fucuni!!!”..e allora in quel caso li un pò di crudo non mi dispiace..ma nella piastra non so perchè…mi fa strano! boh…anche io ho le mie manie eh!!!! Beh insomma…con la scusa di aviator oggi hai messo a dieta il nippo??? manco un filo di olio?? un filo sottile sottile??? cattivona!!! 😀 eh! *vergognati giusy, tu sei a dieta..altro che filo di olio!)* ..ok torno al mio amato ( mah!) autocad…per stasera devo finire e plottare O_o ce la posso fare si si si! * e se non ce la faccio Gy saprà che l’ho amata!* …adios amigos…aehm…volevo dire.. arrivederrrrrrrrrrrrrrrrrrrci!
    :-***********************

  3. Il passaggio di non nascondere le fobie è meno banale di quanto sembra. E’ come quando uno decide di curarsi con i farmaci SSRI. Arrivare a curarsi è un passaggio abbastanza banale, se confrontato con quello, assai più impegnativo, di RICONOSCERE che se ne ha bisogno. E quindi, non nascondere le fobie significa innanzitutto accettarle e capire che sono parte di noi. Solo dopo si può arrivare a mostrarle in giro. E quindi, che dire… brava! Ancora una volta, brava. Avanti così, dai gas appena passato il punto di corda e tieni aperto… attenta alle sbandatine in uscita di curva, ma non chiudere quel gas neanche a morire… tieni spalancato fino alla fine del rettilineo e non azzardarti a staccare prima dei 100 metri! 🙂 (diciamolo, sulle metafore difficilmente mi si batte… ;))

  4. Buongiorno Giulia! Senti, ma ti è arrivata o no la mail con l’indirizzo?! Avevo impostato la notifica, ma non ho ricevuto nulla… che abbia sbagliato a spedirla?! Non mi stupirei, sono famosa per i miei pasticci… Buona la ciccia alla griglia… io – ebbene sì, lo ammetto – amo molto la ciccia (escluso coniglio e cacciagione…) soprattutto così, molto naturale. anche senza sale e senza olio… per quanto riguarda il film neppure io l’ho ancora visto, ma vedrò di rimediare anche perchè – come al solito – mi hai incuriosito tantissimo… Ehi, ma cosa c’è di male nell’aprire la porta del bagno pubblico con un fazzolettino?! Io lo faccio sempre!!!!!!!!! 😉 Come ho scritto sopra Frugolino sta meglio e ti abbraccia, come me!

    • Leggo adesso che Frugolino sta meglio ed era la notizia che aspettavo ( a quanto stiamo?)
      non ho ancora controllato le email Luci perdonami . Purtroppo davvero sono giorni assurdi e mi dispiace ripeterlo continuamente ma tristemente è così.
      e ti abbraccio forte.
      fortissimo
      ( fazzolettino. ellloso)

      • Come ti ho scritto di là… non preoccuparti stellina mia, e, ti prego, riposa un pochino… qui tra le mie braccia!!!

  5. Mi hai intenerito molto. Forse perchè anche io ho le mie fobie, anche se diverse e quasi tutte legate a un’insicurezza e all’idea di fallimento che ho di me stessa [non riesco a chiedere informazioni per strada, perchè ho paura. E peggio se Fabri chiede informazioni per me io me ne vado], forse per quella forza dell’aprire la maniglia e per quei dodici piselli. Ti voglio bene. Con tutte le nostre fobie.

  6. non sono riuscita a finire di mangiare…
    dovevo scriverti subito!

    Stai parlando con una che di manie ne ha milioni e si è fidanzata con uno che è peggio di me…
    non mangio più se la persona che ho davanti mastica a bocca aperta, o se fa rumore, se “ciancica”, se sbatte la forchetta tra i denti, o fa rumore con il cucchiaio
    non vado all’esame se non ho in tasca i miei due ciondoli porta fortuna e gli appunti nella cartellina con i disegni della mia “bimba”..
    non sopporto quando la gente inizia un discorso con ehm ahm eeee e chiama gli oggetti con il nome generico di cosa.. mi urto da morire e sono capace di andarmene senza far finire le persone…

    continuo?
    no dai.. per oggi ho già fatto un grande esame di coscienza! 😀

    ti voglio bene Gi

    Giulia

  7. E’ incredibile come tu riesca a scegliere film che parlano di te. E come riesci a raccontare di te attraverso i fotogrammi di un film. E’ incredibile come ogni film che mi hai detto “Giu devi vedere questo, ti piacerà” mi sia piaciuto. E non è che mi è solo piaciuto, ma mi ha fatto capire cose di te. Sono riuscita a coglierle in ogni visione che mi hai consigliato e non so se sia normale, fatto sta che è successo. E ho capito. E, ora ci stavo pensando, ma non ho il fotogramma bene in mente del ristorante giapponese. Probabilmente la porta l’ho aperta io, quella sera, in quella scena, di quel film.
    E probabilmente un amico serve proprio a questo. A passarti davanti e ad aprirti la porta 🙂
    (grazie per questo post)

    • Al ristorante giapponese io ho aperto la porta per entrare in bagno.
      L’ho fatto perché c’eri tu.
      E non ho avuto paura.
      Mi capita con mia mamma.
      con Pier.
      e nessun altro. Credo sia stato anche questo che mi ha fatto capire cosa tu fossi per me Giulia.

      ( quando siamo uscite hai aperto tu. io mi ero lavata le mani micasofessa)

      • Ero quasi sicura che l’avessi aperta tu, infatti.
        L’hai aperta perchè non hai avuto paura del blu degli occhi.
        Quando vieni a roma sai che c’è una cosa che dobbiamo fare necessariamente insieme io e te e sai che non avrai paura perchè io cosa succederà l’ho già disegnato 🙂

  8. Ciao Giulia! Eccomi tra e con i tuoi amici a partecipare all’ennesima festa…tutti insieme!…che dire…sulla bistecca,… nulla…per i motivi gia’ noti…sulle fobie e/o manie…sono d’accordo con max…il riconoscerle ed accettarle e’ gja’ un gradino prima del lasciarle andare…se si vuole ovviamente…ma a queste tue e anche nostre paure e manie e’ bello dare voce con le tue parole, i tuoi disegni, le tue foto e il tuo essere cosi’ presente qui…e per fortuna!…noi ….io mi sono affezionata a questa energia…e so solo che e’ bello che ci sei…ed e’ bello esserci…baci

    • Maria tu mi commuovi ed emozioni.
      Lo stesso vale per me.
      E’ una terapia che mi impongo di fare da anni. Quella di non avere paura di mostrarmi e di essere semplicemente quello che sono (una cretina).
      Ho sempre avuto paura.

      sempre.
      Di tutte le paure che mi hanno avvolto e divorato. Un po’ cartoon e un po’ film horror. Sono sempre stata questo.

      Adesso.
      Con voi.
      Ho meno paura. Ed è grazie a te. A voi. E forse anche un po’ a me ( e gia’ riuscire a ringraziarmi anche se con qualche riserva è un traguardo che non speravo e non immaginavo in passato)

      Credo fortemente che in questa cucina si sia stabilito un equilibro che nasce dal caso e dal disequilibrio.
      Che ci sia voglia di ridere e giocare senza mai abbandonare quel lato oscuro.
      Sto imparando moltissimo e non ne sarò mai grata abbastanza.
      Imparo mentre corro e arranco e inseguo sogni. Sperando di essere sempre meritevole di questo smisurato affetto.
      E sperando fortemente di poterlo ricambiare in qualche modo.
      Grazie.
      Grazie infinite Maria.

  9. non puoi nemmeno lontanamente immaginare quanto questo post mi abbia toccata dentro. mi sono commossa. grazie, semplicemente grazie <3

  10. La prossima volta che cucino i piselli li voglio servire tutti in fila anche io, ahaha 😀
    Spero di non risultarti antipatica, ma volevo dirti che sul mio blog di cucina (dolceprofumodicasa.blogspot.com) ho inaugurato un nuovo progetto: RECENSIONE DI LIBRI DI CUCINA.
    Spero possa interessare a tutti noi appassionati, e che possa nascere un confronto/scambio di idee-libri/news.. Perciò, che si sparga la voce! Mi farebbe moltomoltomoltomolto piacere 🙂
    Ciò detto, grazie, e un po’ di cuori al té (sono le 17.20)!

    • Vale antipatica? ma non dirlo neanche per scherzo.
      Leggo di cosa si tratta o se vuoi direttamente dirmi come posso ( e se posso ) esserti d’aiuto e sarò ben felicissima di farlo.
      Purtroppo sono giusto un tantino rimbambita e incasinatissima in questo periodo ma possiamo farcela *_*
      un bacione!

      • Sei gentilissima, giuro che mi commuovo adesso T_T Mi sono fatta 6345235236246536747456245234 problemi prima di decidermi a scrivere del mio progetto qui..
        Non pretendo assolutamente che tu faccia nulla comunque, ci mancherebbe! E’ che sono molto stile cucciola triste con le orecchiette abbassate perché quasi nessuno commenta mai il mio blog (momento patetico, sì), ho “solo” visite.. E a questo progetto ci tengo molto, perché adoro i libri di cucina e vorrei creare un bel gruppo di gente chiacchierona spendacciona! Tu qui e su Facebook hai decisamente/imbarazzantemente moooolte più visite di me, e trattandosi sempre di cucina ho pensato che come passaparola tu avresti raggiunto molte più persone di me (altro momento patetico, sì) che magari sarebbero felicemente interessate. Tutto qui..
        Non so proprio cosa dire comunque, sei una persona meravigliosa, la sorella maggiore che non ho!
        GrazieGrazieGrazie

  11. Centinaia di immagini? ç_ç
    Muoio. Davvero. Non ho speranze! ç_ç
    Ma sono comunque curiosa di sapere chi vincerà! ^ ^
    Allora imbocca al lupo! ( Ed ecco che capucetto rosso si rigira e mi fulmina, ancora, con gli occhi) Scusami.
    Allora, buona fortuna e un bacione a tutti! 😀 :*

  12. Iaia cara, non so se leggerai questo mio commento, praticamente l’ultimo della serie, e pur trascurando temporaneamente il ghiveuei, ci tenevo a dire che. Ho amato profondamente il film The Aviator ed il personaggio di Howard Hughes è indubbiamente anche nelle mie corde. Genio e sregolatezza. Un uomo profondamente solo e perso dentro le sue fobie. Mi ha sempre ispirato infinita tenerezza e avrei come te voluto intervenire per aiutarlo, ho trovato Di Caprio (che si ostinano a definire tutti un bel pezzo di manzo ma io lo apprezzo molto come eccellente attore) in uno stato di grazia assoluto e magnifico. Tanto da rendere perfettamente l’idea. E poi ti ho letta, come faccio sempre e anche questa volta scorto tante simmetrie: non mi sento ancora pronta ad esorcizzare le mie manie completamente ma capisco. Comprendo bene ed apprezzo il tuo coraggio e la voglia di superare. In ultimo non voglio dimenticare di citare un momento soltanto il nippotorinese che attraverso le tue parole impariamo tutti un pò a conoscere. Spero mi perdonerà se gli dedico queste poche parole:
    Tu, Pier (possodartideltù?) sei un esempio che spero in molti leggendo il blog seguiranno perchè l’amore e la dedizione all’essere amato non viaggiano comunemente di pari passo. La spalla su cui piangere e l’abbraccio confortevole sono, senza ombra di dubbio, due parti anatomiche tra le preferite di ogni essere umano e necessarie, perchè siamo stati creati per condividersi reciprocamente. E tu queste parti anatomiche le incarni entrambe perfettamente per la tua compagna, facendo emergere in Iaia il meglio di se stessa, perchè è solo attraverso i tuoi occhi che lei finalmente si vede per com’ è realmente. E finalmente si piace. E piacersi le da la forza di ammettere le proprie debolezze, consapevole del fatto che qualcuno la ama per com’è davvero, debolezze comprese.
    Iaia, quando t ho scritto che sei una creatura felice, l’ho fatto proprio perchè traspare in ogni tua parola, in ogni fotografia. Sallo. E ti adoro, nel mio piccolo, anche io per come sei. 🙂

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