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21 Giugno? Estate? Ecco tante idee!

Lo sgombro con il kiwi e il datterino? Il Gamberone con il cocco e il lime? Il calamaro con le fragoline di bosco? Torretta di fragola asparagi e peperone?  risotto al mandarino e alla fragola? Triglia all’arancia? Feta con Ananas? Halva al Cocco? . E li abbiamo preparati.

L’insalata di Anguria e Cipolla Rossa? I canestrini esotici con frutta e pesce spada?  Pollo alla Ciliegia? Pollo con salsa di avocado? Insalata di Avocado Surimi  e Granchio? Tartare di Pesce Spada e Melagrana? E li abbiamo preparati, sì.

L’insalata di Finocchio e Arance? L’insalata di Iceberg, Mela e Pepe nero? Muffin salati pera e taleggio? Quiche gorgonzola, pera, noci e fagiolini? Insalata Polacca con Mele e Patate? E li abbiamo preparati.

Aggiungerei inoltre: non solo questi sopra elencati (ahem sì. Se continuo con il link selvaggio giratestacadocollasso. Che sarebbe meglio per l’umanità ma no. Malvagia voglio rovinare la giornata a chiunque si autoinfliggerà l’ennesimo delirio).

Perchè senza volerlo in effetti “cucinare con la frutta” è una rubrica che nasce da sè senza intento alcuno.

L’uso della frutta è diventata nolente o volente un’abitudine piacevole e “normale”. Se prima la mela era vista solo come elemento salutare a merenda, spuntino o come dolcetto accattivante ipocaloricissimo con un po’ di cannella e miele freschissimo dell’Etna, adesso diventa coadiuvatore primo in cucina. Un frutto irresistibile con le patate e sorprendente con la maionese. Stessa cosa per la pera.

D’accordo che la classica pera cotta viene apprezzata con il passare dell’età (ed io ne sono un fulgido esempio, aggiungerei) ma insieme al gorgonzola, noci e fagiolini vengon fuori mini quiche adorabilmente succulente e insieme al taleggio dei risottini indimenticabili. Non per forza si deve arrivare a novanta anni per realizzare questa lapalissianeitàculinaria (?). Inoltre come se non bastasse vengon fuori meraviglie anche nelle versioni muffin salati e dolci. Con la pera il successo è assicurato un po’ come le ballerine bicolore e la nuova shopping in tessuto di Dior, ci siamo? (c’è qualcosa che non va in me, vero?)

La ciliegia ci sorprende con il tristissimo petto di pollo donando sfumature accattivanti a quello che da sempre è il “cibo da dieta/tristezza” e insieme al Barolo o Marsala, in un turbine nord e sud,  vengon fuori zuppette niente male. Se l’arista da sempre si accompagna alle mele in un connubio spregiudicato perchè non il polpettone? Un semplicissimo polpettone speziato irrorato da succo di mela? Meglio se le spezie sono freschissime e le avete trovate al mercato della Vucciria (si può sempre prenderle alla Coop e dire che sono state scovate in quel di Tunisi, Ballarò o mercato esotico a caso eh. Arguzia e menzogna, mi raccomando).

Non vi alletta per nulla? Il polpettone con la crema di mele? Male. Male. Perchè è tra le proposte irrinunciabili di oggi che ancora una volta sono vergognosamente semplicissime da realizzare ma un po’ “spregiudicate” per i palati tradizionali.

Le ricette di oggi hanno in comune chiaramente la presenza della frutta ma anche una freschezza estiva e una leggerezza ipocalorica che visto il periodo non guastano mica (vogliamo parlare della prova costume o ci dirigiamo in quell’angolino buio alla vostra destra che ho allestito per l’occasione?! Potremmo piangere. E strafogarci di smarties contando i rotoli della panzotta occhei? Nessuno dica che occorre la calcolatrice. Un po’ di autostima perdiana!).

(ok prendo la calcolatrice scientifica e arrivo)

E’ la volta del Chutney Pera, Cipolla e Pitaya che stupirà con i formaggi stagionati come anche con quelli freschi. Con qualche cucchiaiata semplicissima di formaggio fresco infatti si potrà comodamente entrare in uno stato catatonico-mistico. Su un crostino caldo o  con qualche salume freschissimo farà impazzire di gioia il vostro commensale. Ed io ancora non vi ho parlato del Salame marinato, santo cielo.

Il tortino salato con mela e cipolla? E’ vergognoso come la mela si presti benissimo anche con la cipolla. Come altrettanto imbarazzante è preparare questa delizia mignon. Pasta brisè, mela, cipolla. In forno a 180. La mela si spappola giusto un po’ e si amalgama alla cipolla (si potrebbe anche mettere qualche tocchetto di formaggio non  fresco. Una caciottina andrebbe più che bene. Non troppo per non ammazzare il sapore delicatissimo della mela). La cipolla assume quel sapore dolciastro tipico “del forno” e. Santo cielo. Mela e cipolla tutta la vita!

Un risottino con Pera e Taleggio semplicissimo servito in una monoporzione deliziosa per un buffet in piedi o come idea per un brunch o finger food. Insomma qualsiasi cosa. Si presta davvero benissimo questo piccolo tortino poliedrico. Dall’informale passa all’esatto contrario; basta solo cambiare tipologia di posate o presentazione e riesce comunque a rimanere coerente in qualsiasi contesto. Usando poi lo zafferano non “chimico” ma con stimmi freschissimi oltre che a goderne visiviamente,  il palato urlerà di gioia. Se vogliamo accostare la stessa tipologia di sapori ci pensa poi la classica pera cotta che spalleggerà questo tortino di riso con una complicità mai vista. Pera cotta senza pretese alcune ma aromatizzata semplicemente alla cannella (freschissima) e leggermente glassata nello zucchero a velo tritato finissimamente in casa. Qualche tocchetto di ottimo cioccolato fondente di Gobino e voilà. Da leccarsi i lobi e i padiglioni auricolari.

E il risotto alla Papaya? Diciamolo. Frutta e Riso sono una garanzia. In versione dolce o salata questo saldo sposalizio inscindibile mai delude. Uno su tutti il Sushi di Frutta che continua ad essere un cavallo di battaglia mica da ridere, ma non scherzano nemmeno i risottini salati con le fragole e mandarino succitati e colpo di scena con ciliegia e kiwi che spero presto di poter mostrare. Il Risotto alla Papaya viene proposto in maniera “grassissima” in diverse enciclopedie etniche. Qui ve ne è una versione iper light senza alcun tipo di pancetta, lardo o strutto, realizzata con il classico “metodo risottesco” (che si può poi eseguire in svariati modi e con svariati frutti) che ha colpito proprio per la semplicità e al tempo stesso per il gusto piacevole, fresco e niente affatto convenzionale. Ho adoperato solo spezie, frutta e verdura. Un’idea vegetariana che non è riservata certamente a questa “stramba nicchia di perversi verdurari” come me.

La soia nera? Un’insalatina in mezzo a questo tripudio fruttoso con primi di riso, secondo di carne polpettosa e dolcetto semplicissimo ma se vogliamo ricercato?!

 Sì perchè l’insalatina di soia nera e mela verde rimane una tra le mie preferite. Nulla di straordinario per carità. Alla fine trattasi solo di soia nera lessata in acqua bollente salata con qualche tocchetto di mela verde. Servita se si vuole con olio extra vergine d’oliva, sale e pepe. Confesso di essermene ormai totalmente convinta: (a mio parere solo mio*schiaffeggiatemi pure) l’olio “ammazza” tutto e per quanto io non capisca l’uso e l’abuso continuo, comprendo perfettamente chi è “abituato” (perchè è solo una questione di abitudine) e non può certo farne a meno; ma. Ma. Ma. Qualora ci si volesse avventurare e mangiare la soia così. Semplicemente con i tocchetti di mela, pepe e sale si gusterebbe a pieno il vero sapore di questo grande alimento in comunione con l’acido della mela verde (ahem mica si muore senza olio ^_^ !).

Insalatina a tratti fastidiosamente piacevole proprio per le due consistenze completamente diverse. La mela dura, spregiudicata e non certo dolce insieme alla soia affabile ma con il suo gusto prepotente a tratti e morbido come a volerti convincere (e ci riesce benissimo) che non ne potrai mai più fare a meno. La soia è un cuscino ai dolori e dovrebbe essere presente sempre nell’alimentazione quotidiana ma non voglio partire con il sermone della vecchia zia Iaia, fissata con la soia (o parto?).

Un’altra insalatina insolita, veloce e fruttosa?! L’insalata di Mango! Sì sì. Il Mango con olio (vige la stessa pappardella di cui sopra. Provato mai con l’olio di riso? Qui io e i conigli diciamo No al Colesterolo. Ma nel caso specifico quasi preferiamo l’olio di riso alla soia. Sorprendente da una soiafan sfegatata ma tant’è), sale e pepe. Più ricercato e particolare sarà il sale e il pepe e più il gusto si esalterà. Il Mercante di spezie ultimamente ha messo in vendita dei sali talmente particolari e sfiziosi che non faccio altro. Mixo sali come fossi il compianto Tom Cruise nella versione anni ottanta (vogliamoricordarlocosì) quando agitava cocktail a bordo vasca e seduceva  donne con capelli vaporosi biondi, lanciando bottiglie e riacchiappandole dopo tre piroettee due tuffi. Sono lontani questi anni di vippismo. Adesso l’unica nota interessante della sua esistenza è: “la piccola Suri avrà preso la mini Birkin in colore fluo per l’estate 2011”? La risposta qualora interessasse è sì. E l’ha pure abbinata a delle chanel con micro tacchetto rosso corallo fluo.

 (devo rivedere Cocktail per riderne in maniera vergognosa al più presto*segnarlo sul taccuino*)

E tuppete! (un tuppete all’improvviso è sempre cosa buona e giusta). Per finire vogliamo mica non parlare della fragola-mela-aceto balsamico? No dico. Fragola-mela-aceto balsamico? Un’altra idea velocissima da servire come insalatina insolita. Un antagonismo fruttoso quello della fragola e la mela unito dal carattere forte chenondevechiederemai di un buonissimo aceto balsamico di Modena. Sono tre queste insalatine fruttose e assicuro (per quanto possa valere poco la mia modestissima opinione) che il successo è assicurato.

Certo è che proporle a chi non ha alcuna intenzione di andare “oltre” diventa imbarazzante e snervante ma qualora si avesse a tiro qualche baldo giuovine pelato poliglotta pronto a tutto (altrimenti lo si rispedisce a casa) e dei genitori impavidi e stoici chefarebberotuttoperlaloropasserottina (altrimenti pianta un casino assurdo. E lo annaffia pure. Ok la smetto) allora sì: lanciatevi!

Prima o poi a lanciarmi (dal terrazzo) saranno loro stessi. Carpe Carpe Diem (e non c’entra niente la carpa morta*disse fissando l’oblio)

Dato, infine, che la pigrizia avanza in Estate (non è vero. Sono in ritardo su tutto e nonostante mi ostini a postare regolarmente tutto diventa impossibile da gestire. Ai limiti del paranormale) oggi non trascrivo le ricette, ecco.

(tanto diciamocelo: importa davvero a qualcuno?! 😀 )

Del resto non ve ne è bisogno alcuno essendo tutte di facilissima elaborazione. Per il risotto alla papaya, qualora interessasse, si può procedere esattamente nello stesso identico modo di un risotto alla frutta normalissimo (qui ve ne è uno al mandarino e qui uno alla fragola, ad esempio) mettendo solo alla fine i pezzetti di papaya. Speziando a piacere e presentando con qualche verdurina o come si preferisce. Pare che la papaya con la pancetta dolce siano una chicca (la butto lì che non si sa mai).

Idem con patate per il risotto pera, taleggio e zafferano ma no. Le patate non ci vanno (simpatica umorista Iaia).

Adesso posso tranquillamente immergermi tra scartoffie, tavoletta grafica, punte di matita che si spezzano continuamente e capelli cotonati.

MOLTO cotonati. 

Non dovessi più tornare mi riconoscerete, riversa su qualche pavimento di una clinica psichiatrica, dalla chioma selvaggia e pericolosamente anni ottanta. Insomma le ragazze di Jersey Girl potrebbero chiedermi consigli su come realizzare un’altezza simile; che è tutto dire.

Voi lo vedete Jersey Girl , vero? O devo davvero cancellarvi dalla lista amici?

 

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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