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La Libreria di Iaia: Cucina Smart con Jamie Oliver

Ho tutti i libri di Jamie Oliver,seppur per la Libreria di Iaia abbia blaterato solo circa I miei menù da 30 minuti; questo dà la conferma di quanto io sia svogliata, pigra e stupida (mi piace troppo prendermela con me stessa e crogiolarmi in sterili masochismi, vi prego permettetemelo). Adesso tra le mani, grazie a Santo Amazon diventato salvezza perché posso avere tutto entro ventiquattro massimo quarantotto ore direttamente a casa e disperazione perché non vado più in libreria da non so quanto, ho Cucina Smart ovvero poca spesa, piatti gustosi e senza sprechi. Sono ben 120 le ricette che Oliver definisce superbuone e low cost (solo io sto cominciando ad avere una idiosincrasia per il termine super? E per il rafforzativo stra? Tra strasuperbuono e supersuperlowcost e superstraeconomico il mio unico neurone collassa al suolo e neanche cascate di supradyn possono rinvigorirlo).

Ci dicono testualmente che:

questo libro ci insegnerà come cucinare cibi sabi e gustosi con poca spesa. Piatti saporiti, colorati e che danno allegria per coccolarci e stare bene e quindi essere felici. Ci dice inoltre che ogni ricetta è di alta qualità ma economica perché è ora di passare a una Cucina Intelligente. Siccome qui si è sempre detto che Jamie è amico nostro come facciamo a non credergli? Gli ho perdonato di cucinare con le mani zozze nell’orto senza lavare le erbe aromatiche dove zompettavano criceti e gatti lanciando tutto così. Come fosse uno stregone nel bosco insieme al suo inseparabile calderone. Gli ho perdonato il tagliere di legno sulla terra e pure di aver pulito una carota appena raccolta strofinandosela sulla camicia. Jamie con quel maledetto sorriso da bravo ragazzo e gli occhioni azzurri da paciocco dolcissimo si è fatto perdonare qualsiasi atto inconsulto e vergognoso per un’igienista pazza come me da ricovero. Se Jamie dice che è un libro sulla Cucina Intelligente può pure squartare polli a mani vive e io lo seguirò (e difatti lo fa. AIUTO!). Lo seguo su instagram, compro la sua rivista e metto nell’iperuranio delle mie note qualcosa come venti ricette al mese tra cui scegliere e prendere spunto; che sono tantissime per i miei standard. Questo perché riesce a fare piatti semplici ma con brio e nonostante appaiano per certi versi scontati la maggior parte delle volte riescono a essere di carattere. Perché è innegabile e gli va ricosciuta una grande personalità (e poi sono innamorata dei suoi bambini. Ogni volta che su instagram raccolgono un pomodoro piango negli angolini diventando una donna anziana isterica senza figli e comincio a dire puccipuccichecarininevogliocinque. Poi mi passa e ritorno a essere la donna senza scrupoli alla conquista del mondo che non può perdere tempo appresso a piccole dolci e tenere anime che raccolgono i pomodori. Paura, eh? Pure io).


Le fotografie sono sempre splendide ed è merito del suo Food Stylist che gli ha dato quell’impronta riconoscibile alla stregua di Martha Stewart, Donna Hay e Nigella Lawson. Sono intime, con amici, parenti (e pure i dolci patatini raccoglipomodoro, sì) senza dimenticare il fondamentale concetto di goduriosità (il primo dell’Accademia della Crusca che mi bacchetta perché non esiste sappia che qui esiste tutto e la grammatica a Maghettaland non è prevista. E se ne va pure discretamente fieri). Ci sono ricette contrassegnate con la A che prevedono gli avanzi e con la V che sono adatte anche i vegetariani; accortezza che come sempre torna utile e francamente per un’interessante bibbia del genere aggiunge un quid. Inizia con un breve preambolo dove confessa che il libro esiste grazie alle richieste social (dove Jamie è attivissimo), perché attraverso Twitter, Facebook  e Instagram dice che è emerso chiaramente il bisogno di ricette sfiziose ma con un occhio di riguardo al portafoglio. Una breve introduzione al congelatore, che definisce il migliore amico del cuoco e piccoli accorgimenti su cosa tenervi all’interno per non essere mai colti impreparati. Stessa cosa vale per le scorte in dispensa con i condimenti di base e le preparazioni quotidiane, le spezie e gli aromi essiccati, la frutta a guscio e semi, la pasta, i cereali e gli ingredienti di base per i prodotti da forno. Ci insegna a fare la lista della spesa e a tenere d’occhio il prezzo. Ci consiglia di girare cogliendo le occasioni più opportune e ci invita a farlo all’alba perché nei mercati all’ingrosso si fanno ottimi affari (qualcuno avrà da dissentire sul concetto spazio-temporale di andare all’alba al mercato quando davanti si ha una giornata terrorizzante ma ricordiamo: è Jamie. Può dire quello che vuole. Pure di accamparci la notte con la tenda e dormire con un sacco a pelo al freddo e al gelo abbandonando le famiglie, intesi?).

Si pare con le ricette vegetariane e quindi Insalata arcobaleno, zucca siciliana e ceci in umido, sag aloo a modo mio, zucca arrosto in quattro sfiziose varianti, cavolfiori e broccoli gratinati al top, cervello di zombie ovvero sedano rapa arrostito intero con orzo e salsa di funghi, frittata di spinaci e patate dolci e pure un Okonomiyaki, a conferma del suo essere eclettico e multietnico pur restando viscerale e preponderante il suo sconfinato amore per l’Italia. Da qui si arriva al capitolo dedicato al pollo perché sostiene che sia la carne più ricercata sul web. La definisce la più popolare e versatile e invita a investire su un pollo di alta qualità e chiaramente biologico. Propone l’arrosto base della domenica ma anche i Noodles Singapore, cannelloni di pollo e spinaci, curry giallo di pukka, paella di pollo  e chorizo, pollo fritto alla Jamie e zuppa della nonna con nastrini di omelette. Da qui il Manzo. Poteva mancare? Rendang di manzo, zuppa di noodles e manzo, panino caldo e succoso con punta di manzo, carpaccio scottato all’inglese, chili di manzo messicano e polpettine di carne alla Norma fino ad arrivare al manzo cinese e tofu. Un altro capitolo ricco con foto magnifiche e ricette che non ci fanno mai sentire inadeguati e adatte ai palati più disparati. Il maiale poteva restare superstite in questo tripudio di goduria carnosa? No. E infatti arriva pure il capitolo dedicato al simpatico animaletto rosa (che il cielo ci perdoni!).

Arrosto della Domenica, peperoni ripieni di maiale e risotto facile al forno, cassoulet di salsiccia saporito, stinco di maiale affumicato con salsa al prezzemolo, costine croccanti, polpettone di maiale con salsa di spaghetti e cialde al maiale grigliato con insalata di cavolo. Ahem e poi il capitolo sull’Agnello con kofta di agnello rovente, kebab di agnello cipriota, pastilla di agnello marocchina croccante, pasticcio di agnello appetitoso, minestrone scozzese sincero e burrito tosti al gusto barbecue. Arriva il pesce (così li abbiamo uccisi tutti, ok? *disse ridacchiando e sputacchiando caffè). Capitolo che vanta ricette semplici ma da ricordare: piadina al tonno, trota al forno, stufato di pesce portoghese, patè di aringhe affumicate, carbonara di sgombro affumicato, conchiglie piselli e gamberi di Jools e tikka al curry di pesce sublime. Non ci sono chissà quanti dolci o roba zuccherosa, ma arrivati al finale ci sono ghiaccioli, dolci al cucchiaio e frullati ghiacciati come fosse quasi un appunto mentale e visivo contornato da foto meravigliose in pieno Oliver style. Sul finale una mega carrellata di foto con tanto di calorie, grassi, grassi saturi, carboidrati e zuccheri dei piatti eseguiti in un contorno visivo bello.

Bello davvero, che mi è molto piaciuto come impostazione stilistica vera e propria. Il prezzo come tutti i libri di questo tipo è altino ma non esagerato perché li merita e pure il doppio. Si aggira intorno ai 26 euro. La copertina è rigida e cartonata. I fogli sono rustici e non patinati e le foto come ho avuto modo di ribadire tremilioni di volte meravigliose. Sono di Lord David Loftus e Matt Russel. Il titolo originale è Save with Jamie ed è edito dal gruppo editoriale Mauri Spagnol-Tea Tascabili.

Un libro assolutamente da acquistare e tenere sempre a portata di mano, soprattutto per chi cerca sempre nuovi spunti sfiziosi e al contempo innovativi. Sul concetto di spreco e cucina intelligente ancora una volta Oliver c’entra e centra. Senza sbagliare, come sempre, un colpo.

La Libreria di Iaia

(ecco i volumi su cui ho blaterato)

Una che disegna, scrive, cucina e fotografa ma non fa bene nessuna della quattro cose.

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